Piera Degli Esposti, ” ‘o verbo nuovo”

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Nata a Bologna il 12 marzo 1938, definita da Eduardo De Filippo “‘o  verbo nuovo”, Piera Degli Esposti, morta lo scorso 14 agosto, è stata attrice piena di forte personalità che con il suo talento ha rappresentato un punto di riferimento per intere generazioni di attori.

Citare gli artisti con i quali ha collaborato significa citare gli artisti che hanno fatto la storia del teatro e del cinema: Carmelo Bene, i fratelli Taviani, Pier Paolo Pasolini, Lina Wertmuller, Giuseppe Tornatore, Paolo Sorrentino, Marco Bellocchio e tanti altri. Nel 2002, proprio con  il film “L’ora di religione – Il sorriso di mia madre” di Marco Bellocchio conquistò il David di Donatello come miglior attrice non protagonista.

Per una pura casualità, si trovò vicino alla Renault rossa nella quale giaceva il cadavere di Aldo Moro il 9 maggio del 1978. Riportiamo di seguito il testo col quale lei stessa racconta quell’episodio. Una narrazione che palesa anche la sua abilità nell’uso della parola scritta.

«Dovevo andare a Siracusa, per recitare al teatro greco, nel ruolo di Elettra. Non stavo molto bene, i medici mi avevano consigliato di evitare l’aereo, di muovermi piuttosto in treno o in nave. Dunque chiesi all’amministratore dell’Istituto Nazionale del Dramma Antico di farmi avere i biglietti in via Caetani, nel centro di Roma, dove c’era la Fondazione del Teatro Greco. La mattina che arrivai per prendere questi biglietti, naturalmente ero da sola: tutti gli altri attori andavano in aereo. A via Caetani il portone era chiuso e sulla via c’erano solo due macchine. Una era una Cinquecento lontana e una era una Renault rossa, davanti agli scalini. Aspettando l’amministratore, che si chiamava Aristide Brusa, ero indecisa se sedermi sugli scalini o poggiarmi alla Renault che era lì. Decisi per la Renault. Passata un’ora e più, mi sono allontanata per andare al bar a prendere certe pastarelle e un caffè e poi tornare lì. Speravo sempre, verso mezzogiorno, di vedere apparire questo Aristide Brusa. Sono rimasta appoggiata alla Renault un’altra ora e più. Credendo che ormai Aristide Brusa non sarebbe più arrivato, visto che era l’ora di pranzo, vado a cercare il numero dell’Istituto del Dramma Antico su un elenco telefonico al bar Bernasconi, per dire che non avevo ricevuto i biglietti perché il portone era chiuso. Mentre sono lì a comporre il numero, sento tanta gente che urla «C’è Cossiga! C’è Cossiga!»: il ministro dell’Interno stava arrivando a via Caetani. Si sentono tante sirene. Poi al bar accendono il televisore e vedo comparire la macchina su cui ero stata appoggiata tutta la mattina. La aprono e c’era dentro questo fagotto, che poi era Moro. Mi sento mancare. Mi viene a prendere la mia amica e collega Ida Bassignano, mi porta a casa sua e telefona a mio fratello Franco, che allora faceva il politico a Bologna: «Sono Ida Bassignano, le passo sua sorella». E lui furibondo: «Ma cosa vuole mia sorella, non è il momento, è successa una cosa terribile…». «Ma è proprio di questo che sua sorella le deve parlare…». Non mi credeva nessuno. Mi hanno convocato pure i magistrati del caso Moro, molto insospettiti: «Ma perché lei si è appoggiata proprio a quella Renault rossa?».»

“Mi ritengo molto fortunata perché sono riuscita ad arrivare al cinema in un’età in cui di solito le attrici finiscono, cioè da frutto e non da fiore.”

Piera Degli Esposti

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