“Cantami una canzone così posso piangere”. Marie Fredriksson la bimba timida del pop rock

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“Cantami una canzone così posso piangere

Perché è sempre un dolore dire addio alla sera

Gli uccelli nel cielo

L’alba di tutti i giorni è ciò che conosco/

La mia vita è un tale sogno

Tutto quello che vedo

L’amore che ho avuto e dato/ Rende difficile dire addio”

Parole che sembrano cariche di un triste presagio, quelle di «Sing me a Song» l’ultima canzone cantata da Marie Fredriksson. Una lettera d’addio che è quasi una preghiera.

Nata a Össjö, piccolo centro urbano della contea svedese di Skån, fin da piccola Marie dimostrò di avere già le idee chiare su quello che avrebbe fatto da grande. Quando aveva ancora solo 8 anni, insieme ad altri suoi amici, formò la sua prima band. Si chiamavano “Renat”. Attrezzati di strumenti-giocattolo realizzati da loro stessi, si esibivano sul marciapiede adiacente l’abitazione dei Fredriksson eseguendo brani ispirati alle musiche dei gruppi che ascoltavano le sorelle maggiori di Marie: i Beatles, The Rolling Stones, Jimi Hendrix e Led Zeppelin.

La sua infanzia fu stravolta da un grave lutto: proprio una delle sue sorelle maggiori, Anna Lisa, morì in un incidente d’auto all’età di 20 anni. Marie aveva solo sette anni. Una tragedia che segnò inevitabilmente la sua vita e che, forse, rappresentò per lei un esercizio di resilienza. Un dolore che forse Marie riusciva a lenire solo grazie alla musica. Musica che non ha mai abbandonato, nemmeno durante gli anni della malattia.

Il suo esordio vero e proprio avvenne con il gruppo degli Strul alla fine degli anni ’70 , ma il successo arriverà dopo l’incontro con Per Gessle col quale darà vita ai Roxette, nel 1986. I due pubblicarono il loro primo album lo stesso anno per poi raggiungere il successo internazionale alla fine degli anni ‘80 e nei ‘90.

La coppia raggiunse il successo internazionale con gli album Look Sharp! (1988) e Joyride (1991). Ottanta milioni di dischi venduti in tutto il mondo. Tra le loro hit più famose brani come The Look e It Must Have Been Love, pubblicata in Svezia nel 1987 e poi riadattata nel 1990 per la colonna sonora di Pretty Woman.

L’ultima sua apparizione live è dell’8 febbraio 2016 a Città del Capo, in Sudafrica. Nonostante i problemi di salute la costrinsero a lasciare i Roxette tra il 2017 e il 2018, Marie pubblica tre singoli da solista.

Da 17 anni combatteva contro la malattia che se l’è portata via il 9 dicembre. A dare l’annuncio della sua morte è stato proprio Per Gessle:

“Il tempo passa così in fretta. Non è lontano il periodo in cui passavamo giorni e notti nel mio piccolo appartamento a condividere sogni impossibili. E che sogno, alla fine, abbiamo condiviso! Sono onorato di aver incontrato il tuo talento e generosità. Tutto il mio amore va a te e alla tua famiglia. Le cose non saranno mai più le stesse”

S.C.

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