Il dolore della Madonna-Madre nei riti della Settimana Santa di Modica: ecco “Vasa vasa” di Alessia Scarso

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Nella Domenica di Pasqua, a partire dalle 12.30, verrà trasmesso in diretta streaming su YouTube, Facebook e IGTV “Vasa Vasa”, il documentario di Alessia Scarso che racconta la Passione e Resurrezione del Cristo attraverso lo sguardo della Madonna, nei riti della Settimana Santa di Modica.

Selezionato in numerosi Festival nazionali e internazionali, (tra cui l’ Italian Film Festival di Detroit, il BangkokThai International Film Festival, il Johannesburg Cinema Doc) e vincitore di numerosi premi (ci piace ricordare la menzione speciale al Festival “Per corti alternativi” di Villafranca Tirrena), il film racconta una delle più caratteristiche rappresentazioni sacre siciliane.

Alessia Scarso sul set di “Vasa Vasa”

Focalizzando la narrazione sul dolore della Madonna, Alessia Scarso con il suo “Vasa Vasa” coglie, pienamente e poeticamente, il pathos del teatro di quel grande dramma, di cui parlava Leonardo Sciascia.

«…Non c’è paese, in Sicilia, in cui la Passione di Cristo non riviva attraverso una vera e propria rappresentazione, in cui persone vive o gruppi statuari non facciano delle strade e delle piazze il teatro di quel grande dramma i cui elementi sono il tradimento, l’assassinio, il dolore di una madre.

[Leonardo Sciascia, La corda pazza, scrittori e cose di Sicilia]

A Modica, la Pasqua viene celebrata sotto il segno della Madonna, che ha vissuto inerme la Passione del Figlio. Un rosario di sguardi, lacrime, preghiere. Il buio di una chiesa, dove il rito, inaccessibile, della vestizione della Madonna ha il senso definitivo del lutto.

Ma è davvero il dramma del figlio di Dio fatto uomo che rivive, nei paesi siciliani, il Venerdì Santo? O non è invece il dramma dell’uomo, semplicemente uomo, tradito dal suo vicino, assassinato dalla legge?

O, in definitiva, non è nemmeno questo, ed è soltanto il dramma di una madre, il dramma dell’Addolorata?

[Leonardo Sciascia, La corda pazza, scrittori e cose di Sicilia]
Alessia Scarso sul set di “Vasa Vasa”

Un mantello nero, aprendosi, racconta l’emozione della vita, che dalla morte rinasce nel bacio di Maria al Figlio Risorto. Dodici, intensi, minuti di dolore, canto, devozione. Dodici, come l’ora dodicesima, quella in cui la Madonna vede Gesù trionfare sulle tenebre. E allora sveste il manto del lutto per inondare s’azzurro il popolo accorso.

Indubbiamente, in queste rappresentazioni, si sente che più del Cristo stesso è la figura di Maria Addolorata che colpisce e com­muove. Cristo, dal momento della cattura, è già nella morte.

E il morto è morto, come si dice in tutti i proverbi che consigliano pace, rassegnazione, omertà.

Ma la madre è viva: dolente, chiusa nel nero manto della pena, trafitta, gemente; immagine e sim­bolo di tutte le madri.

Il vero dramma è suo: terreno, carnale.

[Leonardo Sciascia, La corda pazza, scrittori e cose di Sicilia]

Il documentario sarà disponibile per il solo giorno di Pasqua, sui canali Youtube, Facebook e Instagram della regista.

Note di regia
La Settimana Santa nei luoghi dove gli Spagnoli hanno avuto dominazione ammalia scrittori, fotografi, registi. In Sicilia le contaminazioni nei riti intersecano segni di cultura greca, spagnola, araba. La Madonna Vasa Vasa di Modica data almeno dal 1645. Nel giorno in cui la Cattolicità celebra la Resurrezione del Cristo, il popolo modicano a mezzogiorno si raduna in piazza per assistere allo svelamento del mantello a lutto di Maria, che incontra il Risorto. Maria Madre bacia e benedice il Figlio con un gesto commovente e intimo, che rende la Madonna mamma di quanti si stringono attorno alla benedizione. Il documentario inizia dal racconto della vestizione del simulacro della Madonna in un momento di preghiera inaccessibile al pubblico. Ho voluto raccontarne il mistero. Nel buio della chiesa, da sola, con la Madonna, mentre fuori infuriava un temporale, ho avvertito un senso di vuoto. Di assenza. Di lutto. Maria è una donna che ha perso il figlio. Subito balza alla mente una suggestione di De Andrè: in “Tre Madri” canta “Non fossi stato figlio di Dio, ti avrei ancora per figlio mio”. Il rapporto intimo tra i due si veste di sacralità già nella sola relazione madre figlio. E qui mi hanno soccorso la pietà popolare di una anziana, Maria Bonomo, la cui nenia in dialetto è canto, dolore, lacrima, Amore, ritmata a ricordo di Jacopone da Todi nella sua “Donna de Paradiso”. Leggono il lutto e la gioia più di ogni altro elemento le meravigliose musiche di Marco Cascone, costruite su impianto dell’originale musica da banda della festa composta dal maestro Francesco Di Pietro, e arricchite dalla commovente e incredibile interpretazione di Yasemin Sannino. La festa della Domenica di Pasqua corrisponde con l’avvento della primavera. Ecco che Natura e Tradizione si uniscono a ricordare che ciò che muore può rinascere. Ciò che finisce può ricominciare. Pasqua è il giorno in cui tutto può ripartire, perché tutto può accadere. Anche cominciare una nuova vita.

Classe 1979, laureata in montaggio al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, Alessia Scarso ha collaborato come montatrice e coordinatrice di post produzione con diversi giornalisti, produttori e registi, lavorando a inchieste giornalistiche, documentari e cortometraggi.

Ha debuttato alla regia di fiction con “Disinstallare un amore”, cortometraggio selezionato a più di cento festival in tutto il mondo e vincitore di decine di premi.

Nel 2015 è uscito nelle sale “Italo”, il suo lungometraggio opera prima, che narra la commovente storia vera di un randagio straordinario, capace di dare lezioni di umanità a un paese intero.

Astrofotografa per per pura passione e contemplazione, è stata finalista a concorsi internazionali prestigiosi come l’Astronomy Photographer of the Year del Royal Observatory di Greenwich, Londra.

Alessia Scarso sul set di “Vasa Vasa”

Sebiano Chillemi

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