L’UE guarda al digitale: nuove regole per il mondo virtuale

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Le nuove tecnologie hanno influito su ogni aspetto della vita dei cittadini di ogni Paese e di certo i cittadini europei non sono esentati dai cambiamenti, dalle opportunità e dalle sfide che si profilano all’orizzonte di una società sempre più tecnologica e informatizzata.

La tecnologia ha fatto avvertire la sua presenza in ambito sociale, economico, politico, e ha velocizzato i processi di trasformazione a cui il progresso sottopone ogni società che si evolve.

Se si considera che la direttiva sul commercio elettronico è stata adottata nel 2000, quando ancora non esistevano neanche i colossi dei social network, appare evidente che la stessa legislazione europea debba rimettersi al passo con l’evoluzione sempre più dinamica del mondo digitale. Per questo motivo le istituzioni UE stanno lavorando sulla Legge sui servizi digitali, “per assicurare a utenti e compagnie un ambiente migliore e più sicuro”, dato l’impiego sempre più massiccio dei canali digitali da parte di PMI e le imprese di grandi dimensioni.

I problemi che l’UE solleva a tale proposito riguardano sia la circolazione di merci, che possono essere connesse ad attività illegali e contenuti pericolosi, sia la tutela dei piccoli commercianti, che vengono schiacciati dalla concorrenza delle piattaforme digitali più grandi. Queste ultime, grazie alla capacità di raccogliere, gestire e analizzare una quantità immensa di dati, possono connettere più realtà imprenditoriali con i consumatori, potendo così controllare un’ampia fetta del mercato digitale.

Il Parlamento Europeo vuole dunque avanzare la proposta della Legge sui servizi digitali puntando a rendere valide le sue regole anche per gli attori esterni allo spazio UE. Vi saranno tutele più sensibili per i consumatori, evitando loro di entrare in possesso di merci illegali, sollecitando le piattaforme ad arginare i casi di tali compravendite, con l’onere di bloccare le aziende fraudolente che tentino di vendere tali prodotti o di fare disinformazione. Sempre a favore dei consumatori, si darebbe maggiore spazio alle opportunità di disattivare i servizi e a ricevere pubblicità regolate “in maniera più consona”, secondo la formula utilizzata nei canali di comunicazione ufficiali UE. Un importante passo in avanti a tutela delle PMI riguarda le prospettive di evitare l’imposizione di barriere all’ingresso dei concorrenti, dinamica spesso operata dai colossi digitali.

Le tre commissioni parlamentari istituite per studiare tale materia, ovvero la commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori, la commissione giuridica e la commissione per le libertà civili, hanno già presentato le relazioni per le quali le discussioni sono iniziate nella sessione plenaria del 19 ottobre e si concluderanno il 22 dello stesso mese.

Antonino Mangano

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