Un’estate in Provenza: sesta tappa

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Shakespeare scriveva Sogno di una notte di mezza estate (1595 ca.) ma, come ogni cosa, i sogni sfumano al sorgere di un nuovo Sole, le notti si volgono in giorno, e l’estate lascia avvertire i suoi strascichi fino in settembre, prima di tramutarsi ciclicamente in autunno.

Allo stesso modo i chilometri si consumano sulle strade o sui binari, gli occhi si riempiono di bellezze di luoghi lontani – o anche di quelli vicini ma che ci erano sconosciuti o poco valorizzati -, le esperienze si accatastano come mattoni sulle fondamenta e irrobustiscono le pareti delle nostre vite. E ci arricchiamo, ci divertiamo, scopriamo, conosciamo.

Il cerchio però si chiude quando una stagione, un periodo, finiscono, per ritrovarsi al punto di partenza, per atto voluto o dovuto, per un breve periodo o per un tempo non meglio precisato.

Ed è così che l’estate provenzale giunge al termine, con tutto il bagaglio di consapevolezze e scoperte acquisite e tante nuove incognite per ciò che ha da arrivare.

La Provenza si lascia con un’ultima tappa, ma che non esaurisce la lista dei viaggi, le scoperte, i luoghi nascosti e le perle paesaggistiche poco conosciute della regione del sud-est francese.

Stavolta, nell’entroterra provenzale ci accoglie un piccolo borgo che ha conquistato un ruolo di spicco nel panorama mondiale: Grasse, la capitale internazionale del profumo.

Grasse, in provenzale/occitano Grasso e in italiano Grassa, fa derivare il suo nome dal latino Podium Grassum, dalla collina su cui si sviluppa il centro storico: Grand Puy.

Notre-Dame-du-Puy

Proprio dalla Place du Puy inizia il tour della città. In questa piazza si ritrova l’immancabile monumento ai caduti, di fronte al quale si erge la Cattedrale Notre-Dame-du-Puy, di struttura romanica risalente al XII secolo, poi arricchita nel corso del XIII e del XVIII. All’interno si trova un’alta volta che sormonta la navata centrale. Ai lati delle restanti due navate, si ritrovano dipinti affissi a firma di artisti come Rubens e del locale Jean-Honoré Fragonard. All’interno della Cattedrale si ritrovano teche con reperti del tesoro della cattedrale e di testimonianze medievali.

Sempre sulla Place du Puy, svettano la torre e l’antico palazzo vescovile, oggi sede dell’Hôtel de Ville (il Municipio), di cui è possibile visitare il cortile interno, con una statua ottocentesca che rappresenta Grasse e la sua vocazione di produttrice di profumi.

Dallo spiazzo interno del Municipio è possibile anche vedere una delle prime piazze molto caratteristiche di Grasse: Place de l’Evêché.

Place de l’Evêché

A poca distanza dalla Place du Puy e dai monumenti incontrati, si può imboccare la rue Jean Ossola, l’arteria principale che attraversa il centro cittadino di origine medievale. Su questa via si affacciano i centri culturali principali di Grasse, tutti molto vicini e dunque situati in una posizione tale da agevolare il turista negli spostamenti a piedi.

Uno dei primi musei che si incontrano è il Musée Fragonard, che presenta collezioni temporanee o permanenti. Proprio per la sua dedica all’artista originario di Grasse, Jean-Honoré Fragonard (1732-1806), una mostra è dedicata alle opere di questo pittore, a quelle di sua cognata Marguerite Gérard (1761-1837), e di un altro artista locale Jean-Baptiste Mallet (1759-1835).

Mostra molto interessante è anche quella dedicata alla bellezza classica e il modo con cui questa viene reinterpretata dagli artisti francesi fino al periodo della Rivoluzione Francese.

Ultima mostra è quella dedicata al fotografo George Tatakis, che ha esposto il suo reportage fotografico delle tradizioni dell’arcipelago egeo.

La visita continua nel Musée Provençal du Costume et du Bijou, dove si possono ammirare esempi di abbigliamento tradizionale greco e delle preziose opere di oreficeria per monili e accessori.

Musée Provençal du Costume et du Bijou

Anche a Grasse, così come in molte altre cittadine dell’entroterra provenzale si trova un museo dedicato alle tradizioni e all’artigianato della regione: il Musée d’Art et d’Histoire de Provence.

Si passa successivamente a due poli centrali dell’identità della città.

Il primo è il Musée de la Parfumerie Fragonard, in cui si trova anche lo storico centro di produzione della marca di profumi Fragonard. All’interno è possibile ripercorrere in un rapido viaggio la storia della profumeria e della ditta che ad oggi è una delle più solide e conosciute al mondo.

Per una scoperta più generale dell’arte della produzione dei profumi e per tutte le curiosità del settore, si può visitare il secondo luogo accennato: il Musée International de la Parfumerie, dove si può ripercorrere la storia della profumeria mondiale dall’antichità all’età moderna, osservando i passaggi dalla cultura delle materie prime al loro trattamento e trasformazione, per poi approdare anche allo studio del design pubblicitario e del confezionamento nelle ampolle e boccette con le loro forme originali e ricercate. Non è un caso se viene fatta menzione anche delle maestranze italiane del passato, per quanto riguarda la produzione del vetro di Murano, esportato e utilizzato per l’imbottigliamento di alcuni profumi.

Continuando sulle orme dell’artista Fragonard, si raggiunge a poca distanza dal Jardin des Plants, la Villa-Musée Jean-Honoré Fragonard, dove sono esposte le opere dell’artista e in cui ogni parete del palazzo trasuda arte, dato che ne è ricoperta di affreschi o di tele.

Nonostante si trovi in collina, Grasse dispone anche di un piccolo Musée de la Marine, dedicato a l’Amiral de Grasse, François Joseph Paul de Grasse, veterano francese che ha dato il suo supporto nella Guerra d’Indipendenza Americana contro il giogo britannico.

Nonostante la ricchezza culturale di Grasse e la sua tipicità legata al profumo, la città mostra scorci molto pittoreschi di sé. È gradevole passeggiare per le vie del centro cittadino di origine medievale, che si riempie di turisti, ma soprattutto di un’atmosfera molto raccolta, accogliente, quasi familiare. Le vie si riempiono di tavolini di bistrot molto colorati e in cui si osserva un continuo viavai di gente che poi continua a percorrere la sua visita o gli affari quotidiani tra i vicoletti del borgo.

Le stradine che creano il reticolo serpeggiante di strade del Centre Ville di Grasse, sboccano anche in delle piazze molto pittoresche. La prima è stata già citata – Place de l’Evêché -, ma non si può dimenticare la Place aux Aires, area spaziosa e che ospita punti di ristoro dei bistrot e ristoranti provenzali, oltre al mercato cittadino del sabato mattina.

Place aux aires

L’ultima tappa dell’estate in Provenza non poteva regalare emozioni migliori, con un’atmosfera resa vispa dalla giornata soleggiata e dalla ridente vitalità che anima le vie del borgo antico di Grasse. Accoglienza, professionalità, impegno nel rinnovare antiche tradizioni e migliorandole con l’impiego delle tecniche moderne e della costante formazione, rendono Grasse una cittadina che è sia polo artigianale, ma che non dimentica l’importanza dell’arte e della propria identità culturale.

Finisce così la nostra estate in Provenza, un sogno si spegne, ma un altro è sicuramente in attesa di essere realizzato e vissuto sotto forma di viaggio.

Antonino Mangano

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