Bufalino al cinema: “…estasi di cui non mi sono scordato”. Quando è la passione a scandire le fasi di una vita

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Bufalino non era solo uno spettatore assiduo e curioso: lo rivela il registro nel quale riportava con cura la lista dei film visti e giudicati, classificati per genere. Da queste sistematiche annotazioni prende corpo il libro “Bufalino al cinema”

“Costava una lira, nel 1935, un biglietto di loggione nel cinema Vona, a Comiso, dove io consumavo quasi ogni sera i miei primi tremanti commerci amorosi col cinema. Una lira, cioè venti soldi, che non era facile mettere insieme. Tuttavia, a costo di chiedere un prestito a un amico più squattrinato o di sfilare la somma con mani notturne dal borsellino paterno, finivo sempre col racimolarla e porgerla nel palmo aperto – obolo e sesamo di un’Ade dalle bellissime larve – alle unghie non sempre nette dell’operatore-cassiere. Me ne venivano in cambio estasi di cui non mi sono scordato e che ora, inopinatamente, il miracolo della televisione mi consente di rinnovare. Sicché non cercate nessuno che sia più fedele di me all’appuntamento casalingo, qualunque ne sia l’orario, con un film d’altri tempi, nell’ineguagliabile bianco e nero, specie quando si tratti d’una rilettura e del film si conservi traccia nell’inchiostro sbiadito di un mio Indice-diario, dove a futura memoria ero solito registrare, completi di cast, data e voto, gli spettacoli visti…” Così Gesualdo Bufalino dichiarava il suo sconfinato amore nei confronti del cinema.

UN REGISTRO CON LA LISTA DEI FILM CLASSIFICATI E GIUDICATI

Bufalino non era solo uno spettatore assiduo e curioso. Il rapporto con il cinema, che ha occupato una parte cospicua dei suoi interessi culturali, passava anche attraverso una valutazione di tipo scolastico e prendeva quindi la forma del voto. Lo rivela il registro nel quale riportava con cura la lista dei film visti e giudicati, classificati per genere (western, commedia, musical, drammatico) e presentati con le indicazioni su registi, interpreti e case produttrici. Da queste sistematiche annotazioni prende corpo il libro “Bufalino al cinema” (Salarchi immagini, 240 pagine) curato da Giuseppe Traina, pubblicato dalla Fondazione Bufalino con la collaborazione della Banca Agricola Popolare di Ragusa in occasione del centenario della nascita dello scrittore di Comiso.

BUFALINO: SPETTATORE ONNIVORO ED ESTIMATORE DEL CINEMA AMERICANO

Le date del registro scandiscono le tappe della vita di Bufalino, almeno fino al maggio 1956, quando le annotazioni si concludono con cinque film visti e giudicati tra cui “La banda degli onesti” con Totò e Peppino De Filippo che sfiora appena la sufficienza (6-). È la conferma che l’autore di “Diceria dell’untore” non apprezzava tanto il registro umoristico di quel genere di film. Siccome Bufalino riportava con una sigla anche le città dove aveva visto il film è facile fissare l’occasione e la fase della sua vita: Ragusa dove ha frequentato il liceo, Catania durante i primi studi universitari, Scandiano e Palermo dove è stato ricoverato per curare la tubercolosi contratta durante il servizio militare, Modica dove ha cominciato a insegnare dopo la laurea a Palermo, la vicinissima Vittoria dove negli anni Sessanta era un discreto frequentatore del cineclub nel quale presentava le opere con tracce di discussione su foglietti conservati come reliquie.

La grande quantità dei film visti e la varietà dei generi fanno ritenere a Giuseppe Traina che Bufalino fosse uno “spettatore onnivoro”. Ma anche un estimatore del cinema americano. L’indice dei film visti (interesse che divideva, scoprirà più tardi, con Leonardo Sciascia) non solo proietta sprazzi di luce sull’adolescenza e sulla giovinezza dello scrittore ma rappresenta quello che Traina definisce un “utile regesto” di quello che un accanito spettatore poteva vedere nelle sale di provincia tra anni Trenta e Cinquanta.

S.C.

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