Vittorio Storaro, il poeta che scrive con la luce

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Vincitore di tre premi Oscar, per Apocalypse Now, Reds e L’ultimo imperatore, Vittorio Storaro è universalmente riconosciuto come uno dei direttori della fotografia più importanti del mondo.

Una definizione, quella di “Direttore della fotografia” che, come egli stesso ha dichiarato, non descrive a pieno il significato della sua figura professionale. Come egli stesso ebbe a dichiarare: «Non mi sono mai sentito a mio agio con la definizione “Direttore della fotografia”, preferisco piuttosto “Autore della fotografia cinematografica”. “Autore” vale a dire, infatti, libero ingegno creatore, della “foto-grafia” cioè dello “scrivere con la luce”».

Questa definizione racchiude al meglio il tema centrale del pensiero di Storaro: la direzione della luce, ampiamente approfondito nella sua trilogia dal titolo Scrivere con la luce.

La scena di Apocalypse Now, quando Brando-Kurtz emerge dalle tenebre, l’ho girata pensando a Caravaggio, rimandando il più possibile lo svelamento del volto.

È trascorso quasi un ventennio dal 2001, quando una suggestiva eruzione dell’Etna ha accompagnato la proiezione al Teatro Antico dell’anteprima di Apocalypse Now Redux, presentata al pubblico festivaliero dal suo straordinario Autore della Fotografia. E ora la 66° edizione del Taormina Film Festival celebrerà Vittorio Storaro che proprio nel 2020 ha compiuto 80 anni di vita e i suoi primi cinquant’anni di attività che, con l’impareggiabile e sapiente potenza delle sue immagini, ha fregiato i film dei più importanti registi contemporanei.

Reds , diretto e interpretato da Warren Beatty.
è basato sulla vita di John Reed, giornalista comunista statunitense che descrisse la rivoluzione d’ottobre russa nel suo libro I dieci giorni che sconvolsero il mondo.

Storaro sarà protagonista della cerimonia di chiusura del TaoFilmFest 2020 al Teatro Antico il 19 luglio prossimo, in occasione della quale riceverà il Cariddi d’Oro alla Carriera per aver illustrato l’arte cinematografica con l’insieme della sua opera e per aver saputo incarnare al meglio le esigenze espressive dei prestigiosi autori con i quali ha frequentemente collaborato, apportando un personale contributo tecnico ed estetico-figurativo alla creazione luministica dell’immagine sul grande schermo.

S.C.

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