“Un chien andalou”, compie 90 anni il capolavoro surrealista. A Roma una mostra

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Era il 1929 quando Luis Buñuel, uno dei più grandi cineasti della storia, con la stretta collaborazione dell’artista Salvator Dalì realizzò Un chien andalou, un cortometraggio di 21 minuti, sua opera prima, destinato ad entrare nella storia del cinema di tutti i tempi.

Il film è stato (ed è tutt’oggi) fonte di ispirazione per numerosissimi artisti, non solo del mondo del cinema. David Bowie, ad esempio, durante il suo tour del 1976 usò il film di Buñuel come atto di apertura dei concerti.

Immagini apparentemente senza un filo logico, un vero e proprio manifesto della libertà totale. Il film riesce ancora oggi a provocare e a scuotere lo spettatore. A partire dalla famosa scena in cui l’occhio di una donna viene letteralmente tagliato in due con un rasoio. Si tratta di una delle opere più significative dell’avanguardia cinematografica surrealista.

“Amo i sogni, anche quando sono incubi”

Se qualcuno dovesse dirmi che mi restano vent’anni da vivere e mi chiedesse come vorrei passarli, risponderei: “Datemi due ore di attività al giorno, e passerò le restanti ventidue a far sogni […] ammesso che possa ricordarli.” Amo i sogni, anche quando sono incubi, che è poi quello che succede di solito.”

“Credo nella risoluzione futura di questi due stati apparentemente contraddittori, che sono sogno e realtà, in una sorta di realtà assoluta, surrealtà

A ispirare il film hanno contribuito i sogni di Salvador Dalí, come raccontò lo stesso Luis Buñuel: “Arrivato a casa di Dalí a Figueras, invitato a passare qualche giorno … mi disse che aveva appena visto in un sogno, la notte prima, una mano piena di formiche. Ha aggiunto: “E se realizzassimo un film, a partire da questo?”.

La sceneggiatura di Un cane andaluso è stata scritta in sei giorni : “Abbiamo lavorato scegliendo le prime immagini che ci venivano in mente e rifiutando sistematicamente tutto ciò che poteva venire dal cultura o educazione. Dovevano essere immagini che ci hanno sorpreso e che sono state accettate da entrambi senza discussione”.

A tutti gli appassionati di Buñuel segnaliamo che fino al 10 dicembre a Roma presso la galleria d’arte di Rhinoceros, sarà possibile visitare la mostra  Doppio Singolare , all’interno della quale, oltre alle opere di Buñuel sarà possibile visitare anche i capolavori di Man Ray. L’iniziativa è promossa dalla Fondazione Alda Fendi – Esperimenti ed è curata da Raffaele Curi.

BUÑUEL – UN DISCRETO ANDALUSO è la dedica al grande regista spagnolo, alla rivoluzione visiva del suo cinema. Il palazzo vibrerà con le proiezioni senza sosta di Un chien andalou, L’age d’or, Las Hurdes (Tierra sin pan), Tristana e Il fascino discreto della borghesia, cinque capolavori, cinque immersioni negli strati del desiderio e delle sue forme inconsce. Film nei quali l’incongruenza logico-narrativa è soltanto apparente, la realtà viene destrutturata attraverso una rappresentazione sovversiva liberatoria e soffocante. Da qui il rasoio che taglia l’occhio, la ferita che squarcia la visione dello spettatore per offrirgli uno sguardo altro, un altrove profondo, come quello del giovane regista fotografato da Man Ray nel 1929. Anche a costo di pagare la verità con un prezzo altissimo.

In galleria saranno presenti due installazioni di Raffaele Curi. Rhinoceros apud Saepta, opera simbolo del palazzo e la nuovissima AFEITAR ANDALUCIA, un’action surrealista ispirata all’opera di Buñuel.

I visitatori saranno accompagnati, lungo i percorsi espositivi, da sagome di artisti e dalle note del Tristano e Isotta di Richard Wagner, che fu colonna sonora di Un chien andalou.

S.C.

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