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La pandemia di Coronavirus – così come è stata definita dall’OMS – non colpisce solo la resistenza emotiva dei cittadini, la resistenza economica di molte imprese che si sono trovate costrette ad abbassare le saracinesche in via precauzionale, e difficoltà nell’erogazione di vari servizi pubblici.

Il virus ha rappresentato invece terreno fertile per una lunga e variegata serie di operazioni di sciacallaggio da parte di truffatori del web, che approfittano dell’apprensione dei cittadini, per tentare di lucrarci.

La Guardia di Finanza ha scovato, in varie aree dell’Italia, numerose mail in cui fantomatici rivenditori di “medicinali miracolosi” e “kit di prevenzione” anti-coronavirus si rivolgevano alle loro vittime per mettere a segno affari che fruttavano anche centinaia di euro a transazione.

Solo una buona informazione costituisce la protezione migliore per non incappare e lasciarsi abbindolare da promesse (false) di cure miracolose o di prodotti e strumenti che possano ridurre sensibilmente il rischio di contagio.

Tutti i dati, le novità e le conoscenze fondamentali per prevenire e tutelarsi contro il COVID19 vengono diffusi dai soli siti ufficiali degli organi attualmente impegnati nella lotta contro questo virus. I siti delle ASP territorialmente competenti, il sito del Ministero della Salute o del Sistema Sanitario Nazionale, così come quelli delle forze dell’ordine o degli organismi internazionali – come l’OMS – che monitorano quotidianamente la diffusione del virus a livello mondiale.

Le buone norme per la prevenzione del coronavirus non si sostanziano nell’acquisto di un kit, ma sono dettate dai Decreti Ministeriali finora pubblicati, oltre a tutte le infografiche immediate diffuse dal Governo: seguire le buone pratiche igienico-sanitarie, evitare contatti con l’esterno se non strettamente necessario, indossare mascherine e guanti quando si è costretti a uscire di casa, mantenere la distanza di almeno un metro dagli altri.

Bisogna prestare attenzione anche alle mascherine e al loro prezzo. Da quando è scoppiato il caso coronavirus, i beni più ricercati come mascherine e amuchina sono diventati beni di lusso, vedendo un’impennata della domanda a fronte di un’offerta che non è riuscita a sostenerne l’impatto. I prezzi sono schizzati e il Codacons mette in guardia dal proliferare di un vero e proprio mercato nero di questi prodotti, i cui prezzi vengono gonfiati a dismisura per assicurare un guadagno certo ai venditori in nero, che spesso possono spacciare per ottima della merce che potrebbe rivelarsi inutile e quindi dannosa.

Nel caso in cui si avvertisse l’insorgere di sintomi, diventa necessario contattare le ASP competenti e il medico di famiglia, per provvedere tempestivamente a un intervento che possa sincerare l’effettiva contrazione del virus e, nel caso di test positivo, attivare tutte le procedure sanitarie relative.

È difficile, in periodi come questi, mantenere la calma, ma sforzarsi di attenersi strettamente ai consigli utili ripetuti nei canali televisivi nazionali e sui siti internet ufficiali delle istituzioni, può sicuramente fare la differenza, per evitare problemi per la salute e, in questo caso, anche di finire con il perdere ingenti somme di denaro, cadendo nella rete del cyber-manigoldo di turno, che sfrutta la paura della gente per mettere a segno dei colpi molto remunerativi.

Nella maggior parte dei casi, potrebbe anche trattarsi della nota pratica del phishing, ovvero un vero e proprio tranello cibernetico con cui il destinatario di comunicazioni online viene ingannato e spinto ad aprire allegati dannosi o link sospetti.

Qualche consiglio utile per evitare di cadere nella trappola

  1. Alcuni accorgimenti utili per comprendere se si tratti o meno di una mail di phishing, riguardano il mittente, che molto spesso utilizza mail pubbliche (con domini come gmail, hotmail e simili) o con dominio ingannevole (ovvero, simile a un dominio ufficiale, ma assolutamente non veriterio).
  2. Spesso i messaggi di phishing sono tradotti da lingue straniere in italiano con sistemi di traduzione digitale, quindi è probabile riscontrare errori grammaticali o traduzioni che non sembrano scritte da un italiano madrelingua. Quello linguistico è un campanello d’allarme che dovrebbe far prestare attenzione all’utente.
  3. La presenza di allegati sospetti da aprire e il senso di urgenza dei messaggi contenuti nelle mail di phishing, sono ulteriori sintomi delle cattive intenzioni che stanno dietro l’invio della mail.
  4. Non bisogna neanche fidarsi di mail che sembrano provenire da istituzioni che sollecitano la comunicazione di dati personali (password, numeri di carta di credito, risposte alle domande segrete per sbloccare il profilo ecc.) per risolvere fantomatici problemi occorsi nell’account dell’utente: le comunicazioni ufficiali di banche o enti avvengono in tutt’altro modo e, di certo, non chiedono di comunicare password e chiavi d’accesso tramite mail.
  5. Richieste di denaro, minacce irrealistiche, notifiche di infrazioni di legge, sono tutte versioni diverse di messaggi che possono fare sprofondare nel panico i destinatari di queste mail, ma sono solo mail “innocue”, almeno fino a quando non si dia loro seguito e non si accettino le condizioni a cui vorrebbero sottoporre il malcapitato utente. In questi casi, il relegare nello spam, nel cestino, è la risposta più immediata per rispondere adeguatamente a questo tipo di minacce.
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