Lettera sulla Pinguedine: un ironico manuale per affrontare una dieta

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Si avvicina l’estate e anche quest’anno si parla di dieta, anche se ne avremmo volentieri tutti fatto a meno. Ma per una volta, ci si potrebbe concentrare sulla parola e non sulla sua realizzazione. A raccontare le basi della dieta contemporanea, per come la conosciamo, è una piccola chicca, da poco arrivata in libreria: Lettera sulla Pinguedine di William Banting.

Membro di una ricca famiglia inglese di fine 700, visse sulla sua pelle il problema della pinguedine, essendo alto un metro e sessantacinque e pesando più di 90 chili. Con seri problemi di deambulazione, Banting si sottopose ad una dieta e… perse peso. Ben 21 chili, per l’esattezza, e contento del risultato ottenuto scrisse il manuale (tradotto ora per la prima volta in italiano), che riscosse un grandissimo successo nella società vittoriana dell’epoca, oltre a dare vita ad espressioni che divennero popolari ed entrarono presto nel gergo comune. Avete presente l’espressione “stare a dieta”? Merito di Banting, anche se l’autore certamente non sapeva che nei secoli l’espressione avrebbe fatto coppia con un tono decisamente poco entusiasmo, ben lontano dal suo.

Quindi, chi meglio di lui allora per parlare  di un problema comune a tanti?

La Lettera sulla Pinguedine ( Ed. Graphopheel, p.90. 11 Euro) è un ironico “manuale di autoaiuto per gentiluomini obesi”, un primo esempio di dieta fondata sul controllo delle calorie.  Un tono ironico accompagna il lettore dall’inizio (vedi la dedica “Questa lettera è dedicata rispettosamente al Pubblico, per soddisfare un unico e ardente desiderio: aiutare il prossimo”), ma Banting non tralascia anche l’aspetto pratico della dieta, tanto da pubblicare i progressi ottenuti step by step, mese dopo mese, aggiungendo peso iniziale e la sua perdita. Scettico all’inizio del metodo (giudicato poi privo di fondamento dalla comunità scientifica), Banting si era rivolto ad un medico amico, che però curava altro, e il suo stupore per il successo è evidente in ogni riga (“La circonferenza del girovita si è ridotta, in termini sartoriali, di circa 31 cm[2], ciò che persino i miei amici e il mio stimato dottore non riuscivano a credere fin quando non ho indossato i vecchi abiti sopra quelli che porto adesso”).

Il lettore si trova partecipe di questo entusiasmo, specialmente se almeno una volta nella vita ha provato a seguire una dieta, e avrebbe voluto che espressioni come “La grande attrattiva ed efficacia della dieta dimagrante proposta è che i suoi risultati sono tangibili nel giro di sette giorni” fossero attuabili anche per sé. O avere amici come quelli di Banting, i quali celebrarono ( almeno a detta dell’autore) il suo nuovo peso con espressioni come “Accidenti! Hai fatto un ottimo lavoro fin qui, ma attento a non dimagrire troppo!”.

Dopo 90 pagine, pur non volendo attuare la stessa dieta, è certo che Banting sia uno sprone per seguire quel triste foglio appeso al frigo con su scritta la propria dieta.

William Banting

Foto: Ufficio Stampa Graphopheel Ed.

Cristina Izzo

Press Office, Press Reviewer, Web Content Creator, Collaborator for LaTuaNotizia,

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