Favola a Venezia per la Mostra Internazionale d’arte Cinematografica 2021

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L’avventura di Corto Maltese dal sapore eminentemente veneziano si allinea con la magia del cinema e della ricchezza della kermesse della Biennale e ci riporta a quella passione che lega ogni italiano e ogni visitatore che è entrato in contatto con la magia di Venezia

Venezia mi impigrisce…

«Forse siamo in ritardo, oggi è il 34 dicembre e il primo dell’anno non è ancora arrivato.»

«Ah sì, sì… ma anche Natale è arrivato il 27, qui a Venezia i giorni sono sempre un po’ più lunghi.»

Questo è lo scambio di battute in Conte Sconta detta Arcana tra Corto Maltese e Bocca Dorata, due personaggi emblematici della serie di Corto Maltese che ha fatto la storia del fumetto italiano e internazionale grazie al suo creatore, Hugo Pratt.

È proprio qui che si tiene anche quest’anno la Mostra Internazionale d’arte Cinematografica, organizzata dalla Biennale di Venezia, in questa cornice sospesa tra il sogno e la realtà, in una città che ambisce a cristallizzare nel tempo la sua bellezza, mantenendo lo splendore che si è guadagnata nei secoli, fin da quando era assurta a centro propulsore dell’economia italiana nell’epoca in cui rappresentava la Repubblica marinara più influente del Mediterraneo.

L’eccentricità o la morigerata eleganza di abiti di ospiti illustri, l’ardito sperimentalismo o la ricerca di un taglio più composto nella produzione cinematografica, l’ambiente internazionale che viene ospitato da un centro cittadino che rimane concentrato su un isolotto dell’Adriatico, tutta questa serie di contraddizioni e contrapposizioni sembra trasporre in realtà le sensazioni che Venezia aveva ispirato in Hugo Pratt, e che lo aveva fatto fantasticare sull’anima misteriosa e fantasmatica che la Serenissima continua a possedere.

Riminese di nascita, Hugo Pratt ebbe degli antenati veneziani e il richiamo di questa città fu sempre molto presente nella sua vita, segnandolo anche artisticamente, dato che oltre a parlarne nella citazione tratta dal volume Corte Sconta detta Arcana, il Maestro ambientò due episodi del ciclo di Corto proprio nella città della laguna: L’angelo della finestra d’oriente e Favola di Venezia.

Corto Maltese con San Marco sullo sfondo

La Favola di Venezia

Proprio quest’ultima avventura prattiana, a cui venne dato anche il titolo arabo Sirat Al Bunduqiyyah, trasporta il lettore in una Venezia che oscilla tra mondo onirico e immantinente.

Destinatario di un messaggio criptico dal suo amico Baron Corvo, Corto Maltese si mette alla ricerca del talismano conosciuto come clavicola di Salomone.

In un crescendo di avventure e disavventure, tra inseguimenti rocamboleschi sui tetti di Venezia e una falsa accusa di omicidio, dalla partecipazione a una riunione della Gran Loggia Massonica d’Italia all’incontro con la filosofa neoplatonica Hipazia, Corto Maltese ci conduce in una Venezia che si nasconde persino agli occhi dei suoi abitanti, ma che, con la visione di un romantico, si può scorgere tramite le fantasie che una città d’arte, nonché un simbolo della Grande Bellezza italiana, riesce a evocare in chi la osserva con attenzione.

Magia a Venezia

Questa avventura di Corto Maltese dal sapore eminentemente veneziano si allinea con la magia del cinema e della ricchezza della kermesse della Biennale e ci riporta, con le parole di Steiner, un gregario di Corto Maltese, a quella passione che lega ogni italiano e ogni visitatore che è entrato in contatto con la magia di Venezia e, per estensione, del carattere che i magnifici scorci d’Italia esprimono.

«Non fare il duro: in fondo al cuore vorresti credere alle favole. Altrimenti perché ti trovi sempre immischiato in situazioni che puoi evitare chiudendo semplicemente la porta?» (da Corto Maltese – Il segreto di Tristam Bantam)

La porta della Biennale di Venezia non vuole ancora chiudersi ed è ancora lungi dall’essere fatto, per questa e per quella che siamo convinti sarà la longeva favola delle sue numerose edizioni future.

Antonino Mangano

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