Chiedi a Google! Il 2020 raccontato in parole

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Le parole sono importanti, se usate bene possono descrivere perfettamente luoghi, eventi, emozioni. Come ogni anno, Google stila la lista delle parole più ricercate e il risultato da la misura dell’anno che è stato questo 2020.

Non c’è come sempre il solito clan di personaggi illustri, al bando attori, attrici e cantanti, film neanche a parlarne, men che meno influencer e tiktoker. A farla da padrona, afferma Google, sono stati gli eventi.

Elezioni americane e Coronavirus sono le due parole più ricercate, come è facile prevedere, il resto della parole arrivano a cascata. Dici Coronavirus e pensi ai Contagi e alla Protezione Civile, di cui non si è perso nel primo lockdown neanche una conferenza stampa delle 18 (anche a Pasqua), e vuoi non pensare ai Dpcm e alle regole che ne seguono? Per qualche strano caso, non è entrato in lista congiunti, anche se a Maggio tutti gli italiani cercavano di capire quale fosse lo status delle proprie relazioni (con buona pace dei cugini di secondo grado con cui si passano generalmente le feste). Tenersi aggiornato su cosa si può o non si può fare non è mai stato così importante come negli ultimi mesi.

A godere dei riflettori accesi dal Covid è anche la scuola, che con la Didattica Distanza è stata tra i trend topic da marzo a ora, e molto probabilmente anche dei prossimi mesi. Weschool e Classroom: ci si vede lì per fare lezioni di greco o fisica, anche se in pigiama. Non ci si è potuti vedere con gli amici per una pizza e per l’aperitivo, il telelavoro era la regola, e allora ci siamo dati appuntamento su Meet: alzi la mano chi non ha fatto almeno un cocktail party sulla piattaforma di Google negli ultimi dieci mesi.

In questa lista di parole non certo allegre, però, non solo fatti, ma due eccezioni di persone, entrambe eccezionali a modo loro: Kobe Bryant e Diego Armando Maradona. La morte del campione della NBA e del Pibe de Oro hanno lasciato un vuoto enorme nel mondo dello sport, esempio di genio e generosità il primo, genio e sregolatezza il secondo.

Ma quanto ci mancano le solite note, banali, ma decisamente più allegre, classifiche di fine anno?

Cristina Izzo

Press Office, Press Reviewer, Web Content Creator, Collaborator for LaTuaNotizia,

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