Salone Internazionale del Libro di Torino: il ruolo della donna nell’opera di Dante

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Nella giornata di sabato, il Salone Internazionale del Libro di Torino è stato protagonista di un massiccio afflusso di gente che ha letteralmente invaso i corridoi tra gli stand degli espositori e le sale degli eventi che hanno animato la kermesse letteraria. #SalTo #SalTo2021

Noi de LaTuaNotizia bbiamo seguito le orme di un nuovo evento editoriale che ha visto come protagonisti Michele Rech – in arte Zerocalcare – ed Emanuela Fanelli, entrambi presenti all’evento, e Stefano Fresi, in messaggio video.

Il trio di artisti ha infatti presentato l’audiolibro tratto dalla sceneggiatura del fumetto di Zerocalcare, Kobane calling, che parla del conflitto tra i curdi e Daesh, nel crocevia tra Siria, Iraq e Turchia (prima pubblicazione a gennaio 2015) e delle nuove informazioni occorse al popolo curdo nel corso del tempo (edizione del 2020).

La conversazione è proseguita con spunti di riflessione sul modo con cui spesso le notizie seguono una loro “moda”, per cui risultano interessanti in un determinato periodo, per poi essere abbandonate insieme ai loro sviluppi, venendo relegate all’oblio mediatico. Non è stato però sacrificata la verve comica sostenuta dallo scambio di battute tra il fumettista di Rebibbia e l’attrice comica romana che, alla fine, si sono esibiti dal vivo in una lettura di vari spezzoni tratti dalla versione audiolibro di Kobane Calling.

Zerocalcare ed Emanuela Fanelli

La scoperta del SalTo ci ha poi condotti all’incontro con Aldo Cazzullo, con cui abbiamo percorso i meandri del Purgatorio dantesco, pronti a riveder le stelle del viaggio ultraterreno del Sommo Poeta, ma anche della nostra italianità e della capacità dell’Italia di risollevarsi, così come provato dalla storia, da tutte le difficoltà che hanno attraversato il Bel Paese nel corso dei secoli.

L’opera di Dante manifesta ancora oggi la sua eterna forza e la sua attinenza con la nostra contemporaneità, dimostrando una modernità pionieristica rispetto a molte istanze odierne. Cazzullo sottolinea, ad esempio, il ruolo centrale della donna nell’opera dantesca, se si considera che il viaggio immaginato da Dante è stato accompagnato dalla Madonna, da Santa Lucia e infine da Beatrice, e un’altra donna ha dimostrato apprensione per Dante e la sua fatica della discesa all’Inferno e dell’ascesa lungo i livelli del Purgatorio: Pia de’ Tolomei, uccisa da un marito geloso, il cui destino è segnato dalla dannazione nella Caina, il girone infernale per gli assassini.

In questo flusso che collega le esperienze delle contemporanee di Dante e le figure religiose della cultura cristiana medievale di cui il Poeta era figlio, Cazzullo opera un parallelismo con la violenza sulle donne, affermando che non è solo una questione femminile, ma anche maschile, in quanto nella violenza si rispecchia la mancanza di giudizio e capacità del sesso maschile di comprendere il desiderio delle donne di vivere e comportarsi secondo la propria coscienza, secondo la loro volontà di individui.

Aldo Cazzullo

Allo stesso tempo, Cazzullo avverte che essere donna non vuol dire essere “buona” tout court, come nel caso di anime purgatoriali come l’invidiosa Sapia, zia dell’odiato nipote Provenzano Salvani, che esultava per la sconfitta dei propri cittadini, a favore della controparte fiorentina.

Oltre alla nota sulla questione femminile oggi molto sentita nella nostra società, Aldo Cazzullo ha voluto affermare con decisione come Dante abbia pervaso con la sua opera non soltanto la poesia italiana, ma tutta la letteratura, e per estensione la cultura e il modo di pensare e guardare il mondo, di gran parte della cultura internazionale. In effetti, Cazzullo ci invita a pensare alle visite effettuate alla tomba di Dante da parte di autori del calibro del francese Chateaubriand – che disse di aver provato maggiore emozione che in una visita al Santo Sepolcro -, o Byron e Alfieri, rinforzando fra gli intellettuali e gli artisti il culto per la figura di Dante. E ancora il modo con cui Borges imparò l’italiano leggendo la Divina Commedia, e l’influenza del Poeta su Boccaccio, Petrarca, Ariosto, Leopardi, Foscolo, Manzoni, nelle cui opere si avverte la forte presenza di citazioni, riferimenti o ispirazioni suscitate dalla lettura della bibliografia del ghibellin fuggiasco.

Aldo Cazzullo ha svolto dinanzi agli spettatori del SalTo una grande conoscenza della materia dantesca, mescolando avvenimenti storici della vita del Poeta a episodi del viaggio letterario che lascia ancora oggi sognare e appassionare italiani e appassionati della nostra cultura: perché Dante rappresenta l’italianità, colui che con la sua poesia instillò in artisti della Penisola delle epoche successive l’idea di appartenere a un popolo accomunato da un medesimo contesto culturale e linguistico. E rappresenta anche un’italianità che permea le epoche e travalica le differenze culturali con altri popoli, visto lo stile dalle innumerevoli sfaccettature che si disvelano a ogni lettura, sia in termini di stile, ma anche e soprattutto nell’analisi profonda che Dante riesce a dare dell’animo umano.

Questo è anche ciò che permette di fare la visita al SalTo, passare dalla serietà di un racconto di attualità socio-politica, stemperato da note umoristiche di due artisti come Zerocalcare e Fanelli, fino ad analizzare la bellezza delle vette dell’ingegno della poesia italiana e mondiale con Cazzullo, pronti a rivedere le stelle di un’altra serata che saluta la fine della terza giornata del Salone del Libro, e che permette di prepararsi alla quarta.

Antonino Mangano

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